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venerdì 28 luglio 2023

CORNO STELLA Fantozzi va in montagna...

A volte i personaggi dei film comici tornano, nel nostro caso io me Flaviano recito Fantozzi, Ciccio Pedalino fa il ragionier Filini, e il possente ma malandato Marco Marchetti si aggiudica la parte di Calboni. 

I nostri tre salgono in un assolato pomeriggio di fine luglio il sentiero che li porta al classico rifugio Bozano. Prima degli ultimi tornanti (suona male ma è pura verità) Fantozzi e Filini, su idea del primo of course, si fermano sotto la non ben chiara Punta Paola, per salire in qualche modo i primi tiri di Scacco Matto, via "grillesca" che offre qualche bel tratto di scalata, appunto all'inizio.

Durante la cena al rifugio, come sempre ben al di sopra degli standard alpini, indaghiamo un po' sulle scalate del giorno dopo, per sapere in quanti saremo sulla Lupetti, che noi abbiamo scelto.

Altri tre sono al nostro tavolo, un Dj genovese che Ciccio Filini conosce per i suoi passati discotecari, unito ad un padre e figlio adolescente. Un'altra coppia pare scelga la stessa meta. 

Il giorno dopo Marco Calboni non si sente bene, sale comunque all'attacco ma rinunciamo subito alla via sullo zoccolo sottostante... e partiamo troppo presto, almeno così sembra, perché all'attacco fa freddo assai mentre aspettiamo un bel po' che i tre genovesi salgano il primo tiro. Naturalmente la vicinissima Vecchi Lupi è libera, ma quando si ha la testa dura e si è ottimisti...

Calboni rinuncia bello incazzato, io parto duro come il baccalà e che faccio? Seguo il percorso dei genovesi, cioè vado fuori via a destra a metà tiro, metto uno strano friend, proseguo sul facile, scendo, trovo la via rischiando un volaccio, arrivo in sosta... Filini sale senza problemi come scalata, ma ce li ha eccome per togliere il friend, che decide di rimanere sul Corno...

Due tiri dopo, molto belli, ci vedono sotto la vena di quarzo, bloccati dai secondi della prima cordata che penzolano nel vuoto con staffe e cordini... Parecchie spiegazioni dopo sul come progredire, e molto tempo dopo, riusciamo a salire anche noi il tiro chiave (6a+), che sia Fantozzi sia Filini sbagliano in libera. Complimenti!

Altri due tiri e dobbiamo "salvare" il primo dell'altra cordata, legandolo alle nostre corde. Altro tempo. Ma gli si bloccano le corde, peraltro libere per aria, evidentemente in bel malloppo in sosta. Ulteriore tempo perso...

Arriva il vento, bello forte, quando arriviamo in vetta, quasi assieme a quattro altri genovesi che escono dalla Avenida 74, ma qualche minuto prima e più bassi di noi due. Risultato: siamo dietro anche nelle classiche doppie di Esprit

Fantozzi decide da par suo di aspettare, con le doppie sulla Campia libere... Peccato che i quattro scendano tutti su due corde, perchè ne hanno solo tre... Poi Fantozzi li segue, con le corde ovunque per il vento, senza guardare dove vanno. Cioè fuori via... Il Ragioniere pensa di fare una furbata a questo punto saltando una doppia, ma non ci arriva e si acchiappa ad uno spit solitario, lasciando a Filini il compito di fare un'altra doppia e salvarlo...

Il resto della discesa è senza particolare storia, tranne il fatto che in mezzo secolo Fantozzi non aveva mai messo così tanto a scendere dal Corno. Quanto c'ha messo? Non ve lo dice perché si vergogna...

Il Corno Stella è la più bella vetta delle Alpi Marittime: poche palle💥
Incontro di due fuggitivi dalla casa di riposo: Orazio Pellegrino e lo scriba


giovedì 25 agosto 2022

PIANBERNARDO, SECRET SPOT e CORNO STELLA Pornovie & Alpine Full Immersion

Rieccomi per tenervi un po' aggiornati sui fatti dell'Estremo Ponente arrampicatorio. In parte almeno...

Dunque cominciamo con noioso Ema, che tanto per cambiare ha "stampato" un altro 8a, in quel di Pian Bernardo, fascia inferiore: Passami il godomichet, 8a appunto. Io direi che ora il nostro Barbarossa potrebbe, anzi dovrebbe, passare al segmento superiore!

Proseguiamo con alcune realizzazioni nel solito segretisssimo spot, che più segreto non si può, dunque non lo cito. Qui Antonello si è portato a casa la nuova Miss Cric 7a, imitato da Marta. 

Stessa falesia e stessa via per Gianni Ciru (autore anche della ripetizione di Liberty Cap 7a al Magic Mushroom di Albenga), mentre Lucio ha completato, come Marta, il percorso di Datti una calmata 7a+. 

Passiamo poi ai monti anzi al best delle Alpi Marittime, il circo del Bozano, con il Corno Stella come star incontrastata.

Qui il vostro servitore si è recato, insieme all'apprendista alpinista Elisabetta, per completare la sua formazione alpina. Il sabato tutto benissimo, con la veloce salita della recente e interessante Jeannot alla Punta Bifida e altrettanto ok discsa della stessa in doppia, sistema non proprio amato dalla damigella... 

Il giorno dopo le previsioni, da me lette alle 7 di mattina, danno bello tutto il giorno, dunque secondo me non è il caso di affrettarsi e prendere freddo.

Dopo le 9 attacchiamo, buoni ultimi, Rabdomante sullo Zoccolo, che dovrebbe portarci più o meno quasi all'inizio di Avenida 74. come da schizzo. Questo progetto però non tiene conto delle rettifiche al tracciato, che - più chiodato e più interessante del tracciato originale - porta invece oggi in cima alle cenge superiori e non su quelle inferiori. Vabbè, calo la Pips e scendo comunque alla base della via, ma non la trovo! Sarà, ahimè, la cataratta incombente, sarà che il maledetto Marco di chiodi ne ha messi pochi, ma mi ritrovo a fare un tiro fuori via, che mi riporta indietro di trent'anni, stile se cadi sei morto, per arrivare alla base del Barone e della Carlo Rossano. Qui decido, come chef, di proseguire su quest'ultima, uscendo per gli ultimi due tiri della Campia.

La scalata è bellissima, su una roccia che sembra finta, e sostenuta. Trovo, troviamo, pure difficile il quinto grado della Campia, forse perchè il fantasma del suo primo salitore mi vuole ancora punire per aver violato il Corno con gli spit nell'ormai remoto 1985! Poi iniziamo le doppie, il punto debole della velocissima compagnuzza. E siccome ha voluto comprare il pacchetto Alpine Full Immersion, non può trovare delle doppie al sole, tranquille e senza vento. Ci vuole la nebbia, un po' di venticello, poi piccola pioggia e rombanti tuoni in lontananza mica troppo lontana... Qualche urletto e qualche scivolata più tardi, parecchio più tardi in verità, arriviamo al rifugio. Non è finita, naturalmente, la discesa a piedi all'auto non è delle più veloci e ci facciamo prendere dal buio, senza frontale... perchè l'unica che abbiamo, la mia, si nasconde dentro un pacchetto di cartacce e non si fa trovare manco per niente! Il Full Immersion termina con la lucetta del telefonino di Ely (il mio è morto) che ci conduce alla mia rombante 595, dopo essermi beccato tutti gli improperi del caso. Stop.



 
Ely sotto alla Bifida con un super Corno Stella sullo sfondo
 

 
                                                 Due scatti sulla Jeannot alla Punta Bifida


                                Old Local e New Entry alpina al sole sulla Bifida: sorriso d'obbligo


                                Due immagini di Ema "Barbarossa" su Passami il godomichet 8a a Pian Bernardo


venerdì 16 agosto 2019

CORNO STELLA tu deis in gnaiss paradais

Era ora...
Finalmente (lo dico spesso) si combinano due giorni (i soli possibili per me) di bel tempo, di condizioni e di compagni: dunque si parte, destinazione rifugio Bozano e Catena delle Guide.
Luca (Marsilio) ed io abbiamo pure un bel cu...zzo beccando solo 7 minuti di semaforo rosso complessivi nella tragica Val Roya e in poco più di due ore e un quarto siamo posteggiati nell'affollatissimo parking naturale del Gias delle Mosche.
Piccola scelta di materiale (io becco per mia scelta la cordazza singola da 70 m) ed eccoci salire dignitosamente al rifugio, nel solito tempo che impiego da una quarantina d'anni e che naturalmente non vi dico!
Fa bello e discretamente caldo quando poco dopo le 13 attacchiamo (bellicosi altrimenti che attacco è?) le placche anche lisssssie di Giacougià, bella via della parte inferiore del Corno, recentemente (pesantemente) riattrezzata: ad oggi ci vogliono circa 15 rinvii se si vuole moschettonare tutto.
L'obbligatorio è diventato piccolo piccolo, ma così ci si diverte un mucchio e quando il piede scivola e la mano tentenna, si acchiappa la fettuccia o il moschettone et voilà, si è oltre l'ostacolo... Vabbè non è più che pochissimo parente con l'alpinismo quello che facciamo, e pertanto mi balena in mente un'idea (pellegrina): concatenare con la Campia, esattamente l'opposto!
Qui al secondo tiro non so più dove andare. Sopra di me una super placca, ma ahimé senza spit, a sinistra rocce lavorate non proteggibili... Mah! Il ricordo della salita del 1974 è nullo e, per fortuna, mi toglie dagli impicci un miracoloso tuono lontano, anzi un doppio tuono, sopra il Remondino probabilmente. Quando tuona si scende! Meno male...
Arriviamo dunque anche un po' in anticipo per la classicamente buona cena di Marco, in un rifugio completo in ogni fila, buon per lui.
Ottima nottata in cui si riesce a dormire d'incanto anche con un piumino come coperta (miracolo) e colazione alle 8, da climber.
Il meteo però mi fa incavolare parecchio; doveva essere perfetto ed è coperto e ventoso!
Andiamo comunque all'attacco di Banderas alla Plent, rinomata via di scalata protetta stile falesia.
Davanti a noi (con salita in giornata da Genova) una cordata diciamo un po' sopra le righe, tipo tira "ciò" e staffe a manetta, ci fa temere il peggio. Fortunatamente un'altra cordata di gentilissimi genovesi ci lascia attaccare prima di loro e mordere i garretti degli alpini con sacconi che ci procedono.
Questi ci lasciano passare e continuare la nostra salita senza discussioni o casini vari.
Nel frattempo il meteo ha ripreso la sua previsione di sole serio, per fortuna.
La scalata è molto bella, super protetta ma per niente facile, e il tiro chiave di 6b+ non si lascia salire on sight dal povero scriba, ahimé: che "slivello"....
A fianco è impegnata sullo Sperone Gioele una magnifica cordata di Monsieur Jean Gounand, 80 anni compiuti, e compagna (credo ben over 70). Che ammirazione!
Dato che saliamo paralleli, ci scambiamo un po' di commenti sulle rispettive vie. Spero di poterlo fare alla sua età a mia volta!
La via scorre bene, very bella e varia, e la scendiamo poi velocemente con 8 doppie con la nostra singola, mettendoci lo stesso tempo dei genovesi alle nostre spalle con doppie tradizionali.
Un panino e una coca più tardi siamo purtroppo già in discesa verso l'auto e il lavoro...

 L3 di Giacougià. Bellissimo tiro vario di circa 6b
 L6 della stessa via. Placca lissssia ma addomesticata, se si vuole!
 Le Guide in controluce
 Scendo dal pietoso tentativo di ripetere la Campia...
 Monsieur Jean Gounand inizia lo Sperone Gioele
 Su Banderas
 Il Corno è sempre super bello
 Ultima placca di Banderas
 Genovese gentile esce da Banderas, sul diedrino di 6a
 Io me in doppia su Banderas, col Bozano sulla pietraia. Tutte le immagini sono di Luca Marsilio

mercoledì 5 luglio 2017

CORNO STELLA, PIAN BERNARDO, ASTRONAVE, ERBORISTERIA, CERISOLA fuori dal tunnel là là là

Allora, questa settimana si cambia, almeno per me e la giovane promessa Emanuele, che non era mai stato a fare vie lunghe in montagna.
Beh, per la verità, non solo non era mai stato in montagna a scalare, ma anche non era mai stato oltre il tunnel di Tenda! Sì, sì, è vero che ha solo 22 anni, però...
Dunque all'alba di sabato siamo partiti da Bordighera direzione Terme di Valdieri... e Ema ha superato il fatidico tunnel, dopo i rituali minuti di attesa al semaforo, passati in gran parte a riordinare il materiale (astuti!). Ammirata Limone per la prima volta, e, di sfuggita, Borgo, gli ho riservato per la prossima sortita la sublime vista di Cuneo (forse), e abbiamo raggiunto alle 8 il posteggio del Bozano.
Alle 11, per farla breve, abbiamo attaccato col sole Colbacco alla Punta Innominata, dopo aver ciacolato un po' al rifugio con Mario e Bigi versione raminghi a riposo (nel senso che hanno iniziato da pochi giorni la traversata delle Alpi: auguri!). Bigi da buon meteorologo ci ha detto del temporale delle 16 circa e in effetti a quell'ora eravamo già abbondantemente in discesa, se non che... ci si è incastrata una corda su una placca (unica fessuretta in una placca, che sfiga!). Il giovane aspirante alpinista ha risalito il tiro perché deve capire che la montagna è severa e le corde sono bastarde dentro...
Comunque in un paio d'ore totali siamo al rifugio prima della pioggia serale che, ahimé, dura troppo...
Mentre passano il cous cous, le lasagne, l'arrosto con patate e il bunett con panna, la pioggia non cessa... Si mette male per domani. Va beh, vedremo, è il nostro atteggiamento andando a dormire in totale tranquillità nel sottotetto del rifugio vecchio, dato che il nuovo è full complet per la presenza della scuola caiana di Genova.
Bigi e Mario scompaiono direzione rifugio Questa nel primo mattino, noi ci alziamo invece con calma e viste le pareti dello zoccolo umidicce assai, ci diamo al ping pong per un'oretta, fino alle 10.30, per attaccare Regalami un sorriso alle 11, dietro, molto dietro a una cordata di genovesi. Tutto fila liscio con un solo tiro bagnato (che tocca a me), facile per altro, e prima delle 14 cominciamo a salire la superba Ricordo di Orlando, con la bella (mia!) variante di attacco, che la rende una delle più belle vie del Corno di certo. Ema si spara on sight, of course, tutta la parte difficile, fino al 6b/6b+, sul più bel granito (finto) del mondo!
Discesa ottima su nuovi ancoraggi inox messi lo scorso autunno (credo) dai local e si chiude con la sempre fastidiosa discesa alla macchina una giornata perfetta, direi...
Per passare alla falesia, in buone condizioni all'ombra visto il cambio temporaneo di temperature, bei risultati ovunque.
Iniziamo dal più eclatante, quello di Luca Fanciulli, che realizza a Pian Bernardo il suo primo 8a, e certo dei più belli, con Batman. 
Proseguiamo con la "nuova" Astronave, sopra Alto, che offre tiri non troppo lunghi ma quasi solo duri. Qui il 7c di Discovery ha lasciato passare velocemente i due Ale, Pannut e Giovane.
Per (quasi) finire Privi è andato all'Erboristeria bassa, anche questa con condizioni accettabili, e ha "chiuso" Scilla 7a (hard). E per finire veramente Gabriele ha "stampato" flash il very bello 7a di Roccia o riccia a Cerisola.
 Il Corno e Emanuele la domenica sera. Tempo e condizioni non malaccio direi...
 In discesa dalle cenge centrali, con Ricordo e C. al sole del pomeriggio
 Emanuele sul terzo tiro di Ricordo di Orlando, sulla roccia più bella del mondo!
 Il giovane alpinista in discesa da Colbacco, sorride ma non sa che fra poco la corda si incastrerà...
La foto fa schifo ma è storica. Emanuele Zunino è arrivato in Piemonte dal tunnel del Tenda!

lunedì 15 settembre 2014

CORNO STELLA Inps sul monte!

Ce l'abbiamo fatta! Nonostante l'estate sia stata, come tutti sappiamo, ben orrenda in montagna, quasi all'ultima run (per far riemergere un linguaggio da mio secondo sport favorito) i baldi vejass piemonto-liguri hanno messo i loro piedi uno dopo l'altro senza indugio (ma con calma) e sono arrivati nell'enclave del rifugio Bozano: meta il Corno, of course.
Dunque sabato mattina Gp, la giovane guida Diego (solo anta) ed io siamo arrivati, credo, nella più bella giornata dell'anno sotto la nostra montagna favorita; mattina per modo di dire, diciamo alla mezza. Qualche panino e "ciacolata" più tardi ci siamo ri-lanciati verso lo Zoccolo, meta (per cominciare) la non percorsa dal trio Mister Green, Grillo creation. Io prendo baldanzosamente la guida della cordata in maglietta verso le due e, devo dire, arrivo piuttosto bene al quinto tirullo, quello chiave.
La placca verdastra ultracompatta, oserei definirla da Monte Bianco, data 6a+, occhieggia sopra di me, per fortuna ornata da solidi spit, anche se beccare il primo... Uno spaventuzzo più tardi lo clippo e cerco di destreggiarmi al meglio, ma dopo un moschettonaggio solo sui piedi (!) mi arrendo allo stress. Peccato, ma la scalata è proprio fuori dal mio style, ed è invece molto apprezzata dai miei due secondi che assicuro al meglio abbarbicato su di una delle più imbecilli soste della mia carriera: appeso come un salame a due spit con una cengia ottima a ben un metro da me... Reprimenda severa ai richiodatori!
Scendiamo veloci (veloci per noi... è chiaro) con due rappelli, a 45 metri dal suolo, dove inizia Schwarz e il Negher, altra Grillo creation. Qui cedo il comando alla nostra guida alpaina che si innalza subito leggiadro/a (fate voi) per superplacche compatte e divertenti. Secondo tiro di 6b meno relax e con passo mefitico per arrivare in sosta: Diego manco lo vede, Gp lo fa, io mi appendo... E poi ci riappendiamo tutti e tre alla sosta che se la gioca con quella di cui sopra! Miii... Seconda e grave reprimenda ai soliti richiodatori: perseverare è diabolico, e non l'ho detto io.
Ultimo tiro con run out da paura per arrivare in sosta e siamo ai tre "dubbiun" che ci riportano all'orizzontale e alla meritata cena, con arrivo al buio al rifugio. Sono arrivati Andrea e Coco, come Inps, e Diego e brother, i Colucci's, temibili climber sanremesi. Un'ottima cena con gnocchi alla romana di Marco, più blablabla a lungo con giovani e relax alpinisti torinesi, bella guida (al femminile e femminile!) savonese, assatanati giovin alpinisti cuneesi reduci dal Diedro Rosso, et alia, come dico sempre, ci portano a mezzanotte alle cuccette del vecchio e fascinoso rifugio, tutto per noi vecchietti.
Il giorno dopo all'alba delle nove scarse vengo svegliato dagli anziani circostanti e un'oretta dopo faccio colazione, mentre Coco e Andrea, volendo prender freddo, partono per il paretone, meta - concordata - Vecchi lupi, versione Bambu Style, cioè potentemente richiodata per climber "bambu"... Noi tre partiamo dopo le 10 e mezza, con lento passo da guida... L'ho solo riattrezzata (non completamente) l'anno scorso e, al solito, gli altri non l'hanno mai sfiorata. Attacchiamo astutamente verso le 12, dato che il sole non c'è ancora. Arriva presto per fortuna, per scaldarci il minimo indispensabile: la giornata è ventosa e velata. La via è stata completata da Gianluca e Gianfranco in modo perfetto: soste e percorso finale ottimizzati. Un punto ai richiodatori precedentemente bastonati...
Insomma una delle più belle e varie vie di massimo 6a (non obbligatorio) del Corno, un gran divertimento, Mister Corno dixit (papparapà...).
Scendiamo per ultimi, vabbè, ma tranquilli, scambiando pure due parole al volo (sono in doppia sotto di noi) coi Colucci's che pare abbiano beccato un bel freddo sul Barone rampante, e non ci facciamo mancare panino (il mio, nonché ultimo possibile perché Marco ha saggiamente finito tutto) e birra più foto di rito sulla terrazza del Bozano, assieme a Andrea e Coco che ci hanno aspettati: bravi e gentili. Arrivederci al 2015!
Eccovi il servizio fotografico di Gp e mio... le mie son le più belle, naturalmente!
Diego guidone guida la marcia lenta ma inesorabile. Tempo incerto...
 Diego osserva un Corno come si è visto poco quest'anno: tutto asciutto, geniale e perfetto
 Gipi spalma la suola su Schwarz e il Negher, tiro di 6b. Sosta de mierda per Diego, leader
Io su lamette di roccia instabile, come ben si vede, prima del cruchese di 6b
Il guidone si lancia nel run out finale. Per non incendiarsi, meglio scegliere bene...
Una magnifica pianta, di cui of course non so il nome, in mezzo alle placche. Il Corno è spettacolo per tutto...
Gipi ed io sul plateau sommitale. Un'amicizia trentennale e una passione per la roccia che non diminuisce!
Foto di gruppo scattata da Marco, super gestore. Andrea, Gipi, io, Coco, Diego

 Per finire, il Corno Stella nelle nuvole, versione struggente montagna cuneese autunnale e serale

mercoledì 3 settembre 2014

CORNO STELLA Alpinata! Good news & bad news

Martedì (ieri) alpinata al Corno Stella.
Sveglia alle 5,30, partenza alle 6,15, appuntamento con Diego alle 8 circa ad Andonno: una mezzoretta e siamo al Gias, stop all'auto.
Segue camminata relax al Bozano, dove arriviamo alle 10,30 circa, con parete ancora in ombra.
Mister Corno (molto poco umilmente: io) ha deciso che non si attacca prima delle 11,30, quando dovrebbe esserci il sole, e così ci svacchiamo un pochino, bla bla bla con Marco il gestore e altri, torta, te, bibitozze... Alle 11,40 tocchiamo roccia sullo zoccolo, destinazione Regalami un sorriso 6a max, ben carino. Qualche decisione discutibile del capo (tiri da 70 metri che non fanno guadagnare neanche un secondo) e arriviamo in vetta allo zoccolo, con lo zaino in spalla, per me un'offesa quasi insostenibile! Il motivo è che dobbiamo dalle cenge binocolare l'attacco della classica Touche la pierre, che pare non esista più, ohibò...
Proseguiamo su Roby, 6a, stile alpino come roccia e attrezzatura (per il Corno). Difatti quando questa via si innesta sulla classicissima e bellissima Lupetti non ce la lasciamo sfuggire, dato che l'itinerario originale viene da noi due ritenuto, senza conoscerlo, molto meno bello (forse, probabilmente, certamente). Arriviamo in vetta verso sera e incontriamo una classica doppia coppia di "uscenti" dalla De Cessole, dopo visita alla vetta. Li abbandoniamo al loro altrettanto classico infausto destino di questi ultimi anni (doppie al buio...), per riuscire anche noi a rallentare la discesa, sperata rapida: la mia corda da 80 metri (Petzl) è molto più corta di quella di Diego (Beal) che abbiamo usato l'anno scorso! In due parole non arrivo alla seconda catena e rimango appeso ad uno spit fuori calata come un principiante qualsiasi... Manovre varie e casini più tardi approdiamo alle 19,30 sulle cenge dove posso binacolare la mia povera via, vecchia di ben 17 anni! La partenza del primo tiro è parzialmente crollata, detriti vari si vedono benissimo e bisognerà tornare, ispezionare, riattrezzare... Bad news, porcu can.
Le good sono le condizioni generali del Corno, tutto perfettamente secco e senza neve alla base a rompere. Per finire la storiella, arriviamo al Bozano alle 20 ed io alla macchina alle 21,50, con la mia gambetta che chede pietà... Tunnel di Tenda chiuso, ospitalità provvidenziale da Diego a Roaschia, rientro al mare stamattina: finish.
p.s.: abbiamo misurato le corde: 80 giusti per la Petzl, 84 per la Beal... scoperto l'arcano!
Un super Corno Stella, come era quello incontrato ieri, pur leggermente ferito...
Un inedito Flaviano zaino munito! Si notano i primi segni di insofferenza da allergia allo stesso...
Flaviano danza in piena vena di quarzo, abbandonata la via Roby, sugli ultimi tiri della Lupetti.

martedì 29 luglio 2014

ERBORISTERIA, MESA VERDE, REUNION, CORNO STELLA miracoli della forma

Oggi martedì, facciamo il punto qui!
D'accordo, è molto scadente, ma non mi viene niente di meglio...
In settimana - giovedì - si distingue, tanto per cambiare, il solito Nic, autore della non semplice Artemisia 7a ben hard in quel dell'Erboristeria Alta, dove le condizioni non erano poi male, calduccio ma ben scalabile.
Sabato puntata alla Mesa Verde nelle Gorges du Loup, anche qui buone condizioni con arietta, ma molta folla dovuta al ritorno di fiamma dei Nizzardi per questa falesia (leggi diverse vie nuove).
Il Giovane si distingue salendo per "riscaldamento" - mr naturalmente - la fin qui da lui temuta De la terre au ciel 7b, bello assai, anche se un po' unto, come tutta la falesia, e come la seguente Pas de bras pas de chocolat 7a, on sight. Il suo omonimo Forte si scalda on sight su Hopi Birthday 7a e poi tutti e due provano tiri duri, senza chiuderli.
Domenica Reunion per i "moderati". Il convalescente Randons fa sua on sight Car jaune 6c, salito anche da Marta, mentre lo scriba sale due 6c e esce dal tunnel dei 5 tiri al massimo di scalata, salendone ben 6 senza essere totalmente morto! E ancora: grande Luca che esce dall'incubo di Salazie 6b+. Era ora!
Per finire domenica, sul monte, i prodi Bigi e Mario, sfidando grandinate, neve e chi più ne ha più ne ammetta, trovano una splendida giornata (finalmente), che permette loro di scalare Il pilastro di Oscar e A Vale sull'amato Corno Stella. Le vie erano asciutte e ok, la discesa dalla cengia richiede invece ancora ramponi al seguito (o qualcuno che ti aiuti...) per il nevaio di base ancora presente, anzi molto presente...
Finish.


Nic sul primo tettino di Artermisia, hard 7a della Erbo Alta
 Il Forte onsighteggia Hopi Birthday 7a di riscaldo alla Mesa Verde

domenica 29 giugno 2014

ANDONNO, CORNO STELLA = fuga dalla Liguria!

Brevissima parentesi piemontese: venerdì pomeriggio al destro ad Andonno. Parete in ombra al pomeriggio, completamente asciutta e temperature ok.
Sabato pomeriggio si decide all'ultimo con Mario e saliamo di corsa al Bozano. Nonostante il meteo un po' variabile scaliamo all'asciutto completando una via sulla Catena delle Guide (Aspettando Giusy). Alla sera al rifugio incontriamo Bigi, Nicola e Andrea di ritorno dalla Colbacco.
Un grazie a Marco "il gestore" per il materiale in prestito senza il quale non sarebbe stato possibile far più che monotiri vista l'improvvisata.
Da notare che le vie sul Corno della parte destra sono ancora bagnate, mentre qualche via a sinistra, sopra la cengia, sarebbe percorribile ma necessitano di ramponi per raggiungere con sicurezza la cengia mediana.

Condizioni parete e innevamento di sabato 28/6/14
Mario sulla via
Mario in sosta, ed io poggio la scarpetta sullo stesso sperone che mi tradirà in discesa incastrando la doppia e costringendoci ad una risalita per disgaggiare...


martedì 3 settembre 2013

CORNO STELLA una settimana separata

Eh sì, questa volta faccio il verso al Castaneda che forse qualcuno ricorda... per raccontare la settimana passata al rifugio Bozano e sul Corno Stella per riattrezzare il riattrezzabile! Effettivamente dopo alcuni giorni al rifugio si entra in un mondo a parte, una realtà separata, fatta di elementi basilari della vita del climber: sveglia con calma, colazione, giornata in parete (sforazzando il possibile in questo caso), rientro al pomeriggio (presto o tardi lo decide il temporale...), cazzeggio e racconti per aspettare l'ora di cena, cena tra pochi amici a raccontar di tutto e di più, calciobalilla (io da osservatore, sun nen bun), a dormire presto...
Cominciamo dall'inizio: una telefonata di Marco, il ghestore. Non lavoro, purtroppo, quindi vengo invitato a passare appunto una settimana al rifugio per richiodar vie in abbandono o quasi. Recuperate batterie e caricabatteria dal Giovane, giovedì sera salgo al Bozano, carico, carico, carico... Infatti mi schianto subito sul primo (1°!) gradino del sentiero del rifugio, sotto gli occhi di una bambina il cui padre mi aveva presentato come: "Questi, vedi, sono gli scalatori!". Bella figura, cominciamo bene... Venerdì son già in pista, come operaio delle pareti, ma il mio capocordata Luca non è molto in forma; ci destreggiamo comunque rimettendo a posto il primo tiro di Effetti speciali, poi i primi due di Vecchi Lupi, e per finire completo la mia variante Tipperary (6c+?) a Un giorno ti avrò, Barone Rosso! Era ora che si potesse salire questo itinerario senza attaccarsi al 7c stimato, chiave della via originale!
Un giorno ti avrò, Barone Rosso  (L1: 7a, L2: 7a+, L3: 6a, L4: 7c?, L5: 6a+, L6: 6b+, L7: 6b).
Tipperary in verde (L3: 5a, L4: 6c+?; si stacca da L3 e raggiunge S4)

Il giorno dopo non si combina nulla, il mio boss sta male e scende a valle.
Domenica mendico un passaggio a due forti lumbard, Marco e Luca, dopo averli convinti a ripetere Ricordo d'Orlando, appena riattrezzata dal suo autore Marco (Schenone) e Claudio. Vorrei vedere se...
Saliamo Il pilastro di Oscar e poi Orlando, very bella via, su roccia eccezionale, à devenir classique!
 Su L2, 6b: roccia spaziale!
Marco sulla lunghezza chiave (L3), al limite superiore del 6b

  Luca ancora su L2: suuuuuperrr
L'operaio e Luca in sosta
Ciudatur e boss Marco, fuori da alto e basso, pur per le montagne...

E siamo a lunedì, quando mi attacco alle corde di Sergio e Andrea, padre e figlio, per salire in cima al Corno lungo lo Spigolo Inferiore, perché poi, in discesa...
Frio, frio, frio è il motivo dominante della scalata odierna; io scalo coi guanti tutta la via (ottimi in verità fino al 5 almeno; non vi dico la marca perché non me li danno, ma si riconoscono). Avevo salito la via nel 1975, con mio fratello e i miei genitori, per festeggiare il 25° anniversario del loro matrimonio e c'è da dire che, se mia madre aveva scalato appena un pochino, mio padre non aveva mai toccato roccia: ricordo scene uniche! Oggi la via, con le varianti man mano diventate classiche e attrezzate, è ben meglio di allora, la miglior scelta per salir sul Corno easy. In discesa, dunque, mi separo dagli albesi e chiodo una variante di attacco di un tiro e un po' a Ricordo di Orlando, molto bellina o come dico (e scrivo al rifugio) conseillée, senza averla mai salita...
Andrea ed io alla Sosta 1 dell'Inferiore: il caldo è un'altra cosa...
L'uscita in vetta, 40 anni dopo, è sempre 'na bella schifezza di blocchi...
Andrea e babbo Sergio sulla vetta inferiore, ripresi dal viastoppista solitario
Ecco il lavoratore sulle doppie Campia, pronto a scaldare il trapano... e a perdere il discensore!

Martedì non c'è nessuno a cui aggregarsi, dunque il vostro servitore, rischiando una facciata mica da ridere sul primo tiro bagnatissimo (dato il megatemporale del pomeriggio antecedente) della De Cessole, percorso en solo integral cu saccu in spalla (mai più!), ri-riattrezza L1 e L2 di Vecchi Lupi per farla diventare Bambu Style, cioè tutta chiodata, a prova di quelli che il ghestore chiama Bambu (chiedete a lui chi sono; io non posso spiegare meglio...). Due dettagli anche sulla variante di Orlando e torno al rifugio al solito tran tran prima del temporalone locale.
Mercoledì, epic day. Si parte alle prime luci (11.30) perché è tutto bagnato. Un'ora dopo Maestro Enrico si lancia sul primo tiro di Vecchi Lupi/Bambu Style, sperando che asciughi il terzo! Ah, io nel frattempo mi accorgo di aver dimenticato una scarpetta al rifugio, così salirò tutta la via nel miglior stile Bambu, una scarpetta e una scarpa da ginnastica... Le cose van bene comunque, grazie al nuovo boss che sale comunque e ovunque, coadiuvato dal suo fido aiutante Simone, che insieme bloccano a manetta il povero trapanista. La via è super bella e varia (max 6a, 5c obbl.). Indovinate un po': ...à devenir classique! Il trapano di Gianluca ci dà una mano a lavorar bene, nonostante l'autore della guida ci faccia lo scherzetto di darci sì 4 batterie, ma una scarica! Me ne accorgo comunque in tempo e sarò costretto a lasciare qualche spit da 8 mm (in buono stato). Alle 19,17 e qualche secondo sbuchiamo sul plateau e per il buio (pesto) siamo al rifugio a mangiarci una pasta fuori orario.
Maestro Enrico varianteggia un minimo su L3, per il bagnato mica da ridere...
Roccia ottima + trapano ottimo = buon lavoro assicurato
Simone e Enrico solamente all'ora di cena in vetta, ma contenti!
Noi tre, di notte, ce se fa du "spaghi"... ben meritati, penso. A destra ci osserva Diego, già prenotato per il giorno dopo: che organizaziun!!!

Per finire, giovedì con Diego saliamo in prima salita integrale mondiale Ricordo d'Orlando con variante, che diviene naturalmente... très conseillée!
Chiudo con un ringraziamento a tutti i partecipanti a queste giornate per la Comunità Grimpesca Mondiale, nonché autori delle foto.
E in chiusura definitiva, un ritratto del magnifico ghestore, da cui tutto ebbe origine, si sviluppò e si concluse. Amen